BLANK
a project by Silvio Valpreda


// War //
Allora ho paura, scelgo di rifugiarmi in uno spazio solo mio.
Casa mia è il riparo nel quale non sentire e non udire i suoni di guerra che arrivano da fuori. Faccio uno sforzo per mantenerli fuori.
Casa mia è pulita.
Grazie al cielo il riscaldamento funziona, c'è un piacevole tepore qui dentro.
Chiudo la porta e riesco a tenere lontane le brutte notizie.
Mi sembra che il mondo non esista, o almeno non abbia importanza.
È passato il tempo nel quale mi illudevo di essere io a cambiare il mondo. Mi illudevo.
Il mondo di me se ne fregava. Se ne fregava della mia morale, dei miei pensieri, delle mie proteste.
Il mondo proseguiva nella sua strada.
// Blank //



// War //
Sento la stanchezza.
La stanchezza di ciò che ho fatto.
Ancora di più la stanchezza di ciò che non riesco a fare.
// Blank //







// War //
Percepisco sopra di me la mia ansia che è lo specchio di quest'ansia globale.
Penso alla mia famiglia, alla mia piccola casa. Ricostruisco in piccolo un mio mondo rimuovendo ciò che nel mondo non mi piace.
Ho il diritto di tenermi fuori dalla battaglia se questa guerra non sono capace di impedirla.
Ho il dovere di tenermi fuori dalla battaglia se non sarei in grado di fare altro che di subire la sconfitta. Non aggiungere violenza alla violenza esistente.
Metto tendine nuove e pulite alle finestre, qualche fiore in un vaso di gesso. Spengo il televisore quando c'è il notiziario.
Tengo in ordine la mia vita così come tengo in ordine la mia casa.
// Blank //





// War //
Di questa mia neutralità, il mostro si nutre.
Il mostro non sono io, ma del mio ordine e della mia pulizia il mostro si nutre.
Allora ho paura, scelgo di rifugiarmi ancora di più.
// Blank //