La minaccia del cambiamento

romanzo di Silvio Valpreda


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Da una finestra si scorgeva un pezzetto di cielo, Crenn riuscì a vedere un convoglio aereo militare che stava passando. Nonostante vi avesse posto attenzione non era stato in grado di distinguere a quale ditta appartenessero i velivoli: se fosse la Enduring Peace o la Fidelity Bread. Non che a Crenn importasse molto, lasciava le dispute riguardo le società di difesa a chi fosse stato più patriottico di lui. Era convinto che la sua sorte dipendesse molto di più dalle sue possibilità quotidiane di avere del cibo e un riparo sulla terra che dalle battaglie contro il nemico che si svolgevano nello spazio, tuttavia nessuno poteva davvero dirsi estraneo alla guerra che si stava combattendo lassù.
I notiziari parlavano quasi esclusivamente di quello, o comunque riconducevano ogni avvenimento terrestre a cause legate in maniera diretta o indiretta al conflitto; lo stesso paradigma si ritrovava nei discorsi della gente.
Poiché alle parole non è solo affidato il compito di descrivere la realtà, ma anche quello di crearla inquadrando i fatti accaduti in contesti e scenari producendo infine azioni, si può dire che ogni istante della vita di ciascuno sulla terra dipendesse effettivamente dal nemico, o meglio dalla parola nemico indipendentemente da qualunque realtà ci fosse dietro a quella parola.
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